venerdì 4 marzo 2011

Maiale allo zenzero


Una ricetta veloce e semplicissima, ma lo zenzero e un po’ di salsa di soia donano un sapore unico a delle semplici ed economiche fettine magre di maiale.

Ingredienti per il maiale allo zenzero (dosi per 4 persone): 500 gr di filetto di maiale oppure dell'arista disossata, un pezzo di zenzero, uno spicchio d'aglio (a piacere), salsa di soia, preferibilmente un olio dal gusto neutro come quello di semi (arachidi, mais, girasole o se lo trovate di sesamo)

Pelate lo zenzero e tagliatelo a fettine. Mettetelo assieme allo spicchio di aglio schiacciato (se lo usate) in una capace padella con l’olio, mettete poi la padella sul fuoco dolcissimo per qualche minuto, in modo che l’olio si insaporisca bene. Se avete tempo a questo punto, potete spegnere e lasciar riposare il tutto un certo tempo.
Affettate i
filetti di maiale. Mettete le fettine nella padella con l’olio e lo zenzero e fate cuocere a fuoco vivo qualche minuto, giratele e spruzzatele con la salsa di soia,
 continuate al cottura ancora qualche minuto e servite .

Spaghetti di soia con le verdure

Ingredienti: peperoni rossi, gialli e verdi, zucchine possibilmente con i fiori, melanzane, cipolle rosse di Tropea, pomodori maturi, sale marino, peperoncino rosso piccante, olio extra vergine di oliva, spaghetti di soia o di riso
Come avrete letto non ci sono dosi precise, è una ricetta facilissima da fare e quindi non serve pesare nulla. Per le verdure fatevi guidare da cosa trovate di fresco dal fruttivendolo o nell’orto e dai gusti personali (per esempio, chi odia le melanzane può evitarle), ma cercate comunque di avere un mix ben colorato.
Pulite le verdure eccetto i pomodori, lavatele e tagliatele a striscioline. Mettete le verdure in una ampia padella con un po’ di sale e di acqua (ma se lo avete usate il wok), ed iniziate a farle sudare, mescolando di tanto in tanto. Lavate poi i pomodori, apriteli eliminate i semi e tagliateli a cubetti (potete lasciare la pelle ai pomodori visto che è ricca di licopene – spazzino dei radicali liberi),ed unite anche loro alle verdure. Aggiungete il peperoncino rosso piccante.
Nel frattempo mettete in ammollo in una ciotola piena di acqua tiepida gli spaghetti di soia. Quando le verdure saranno tenere, ma non sfatte, scolate gli spaghetti di soia ed uniteli ad esse. Completate la cottura degli spaghetti unendo dell’acqua calda e continuando a mescolare.
Servite completandoli con un filo di olio d’oliva extra vergine.

Sabato è festa !

pranzo: spaghetti cinesi saltati con verdure miste, spinaci al vapore con salsa agrodolce, mousse di frutta cotta alla cannella
cena : 150 gr di maiale con zenzero, 50 gr di pane azzimo, songino in insalata, macedonia di frutta tropicale al naturale

GLI SPINACI
Mineralizzanti, antianemici e nutrienti, gli spinaci erano l'ingrediente ideale per creare il mito della magica pozione trangugiata da Braccio di ferro. La loro fama di alimenti fortemente "energetici" legata al mito di Popeye, fu tuttavia ben presto messa in discussione dalla scoperta di una una sostanza antinutriente, chiamata acido ossalico, che limita fortemente la disponibilità dei minerali contenuti negli ortaggi a foglie verdi.Gli spinaci sono ricchissimi di ferro e ne detengono il primato fra gli ortaggi. Purtroppo, però, pur essendo così abbondante, il 95% del ferro contenuto negli spinaci è inutilizzabile come nutriente, proprio per la presenza dell'acido ossalico. Facendo un po' di conti, alla faccia dei vegetariani più accaniti, si scopre che per assimilare l'equivalente in ferro fornito da 100 g di carne, occorre consumare più di un kg di spinaci. Gli ossalati sono inoltre nocivi nelle forme reumatiche e sono controindicati anche per chi soffre di calcoli renali (a meno che non vengano associati ad un'abbondante assunzione di liquidi), osteoporosi o per chi deve guarire da una frattura ossea (l'acido ossalico limita fortemente anche l'assorbimento di calcio). Anche se ricchi di acido ossalico, gli spinaci rappresentano una buona fonte di vitamina C, carotenoidi, acido folico, clorofilla e luteina. L'insieme di questi micronutrienti ne esalta le proprietà antiossidanti, rendendoli un alimento particolarmente utile per la salute degli occhi, per chi soffre di aterosclerosi, per le gestanti e per l'azione protettiva nei confronti delle patologie coronariche . Per evitare di disperdere il loro prezioso carico di micronutrienti nell'acqua di cottura, si consiglia di consumarli crudi o cotti in poca acqua bollente. Qualche goccia di succo di limone aumenterà invece la disponibilità del ferro contenuto negli spinaci.

LE ZUCCHINE

La pianta che produce le zucchine è originaria dell'America centro-meridionalee ne esistono tante varietà , tutte sono facilmente deperibili e che si conservano per poco tempo.
Le zucchine sono ormai reperibili sul mercato tutto l'anno anche se sono un prodotto dell'orto tipico della tarda primavera e dell'estate. Con le serre e l'importazione da altri continenti il problema è stato superato. Conviene però gustarle nella loro stagione perchè più complete dal punto di vista nutrizionale, più buone e naturalmente più convenienti. Le zucchine forniscono poche calorie e inoltre hanno uno scarto limitato se sono giovani e non grosse. Inoltre non hanno grassi. Il loro sapore è abbastanza neutro e non si sovrappone a quello di nessun altro alimento. Al giorno d'oggi se ne sta riscoprendo l'uso da sole; l'importante è saperle cuocere nella maniera corretta (mai a lungo) e arricchirle con le giuste erbe aromatiche. In questo modo si possono sfruttare a nostro vantaggio i loro principi nutritivi e gustarle pienamente.Le zucchine infatti sono buone fonti di potassio, di vitamina E, di carotenoidi, di vitamina C e di acido folico. Sia la vitamina C quanto l'acido folico sono molto sensibili al calore; pertanto bisogna cuocere questi ortaggi nel modo giusto. L'ideale sarebbe il loro consumo a crudo. Scegliete sempre zucchine ben sode, con buccia tesa e lucida, dando preferenza in particolare a quelle piccole e sottili che hanno il vantaggio di non contenere semi. Non devono presentare ammaccature a devono avere una leggera peluria. Le zucchine hanno quindi un'azione altamente lassativa, antinfiammatoria, diuretica e disintossicante.
I PEPERONI
Il peperone è originario dell'America del Sud (Brasile), ma ha fatto la sua comparsa sulle tavole europee quando venne importato in Spagna verso la metà del 1500; poi arrivò in Italia, e solo nel 1700 in Ungheria, una delle principali produttrici di paprika, spezia ottenuta da particolari varietà di peperoni, che vengono fatti essiccare, ridotti in polvere e mescolati con farina di frumento. Inizialmente verde, ma a completa maturazione dei semi assume una colorazione gialla o rossa; nella polpa, nei semi tondi e schiacciati, ma anche nella placenta (la parte bianca all’interno) del frutto si trova la "capsicina" che conferisce il caratteristico sapore piccante a questo ortaggio.
Il
peperone è una pianta che produce tantissime varietà di frutti con caratteristiche molto diverse tra loro, ma in linea di massima, si può distinguere tra peperoni piccanti (o peperoncini) e peperoni dolci. Quando si acquistano i peperoni devono avere il picciolo ben attaccato, teso e turgido, devono essere lucidi, sodi al tatto, con la pelle ben tesa e privi di ammaccature; in più ricordate: se sono ben maturi risulteranno dolciastri, se immaturi e verdi saranno piuttosto asprigni ma ugualmente apprezzati. Si possono conservare in frigorifero per 4-5 giorni nel cassetto delle verdure. Il peperone può essere mangiato crudo nelle insalate, in pinzimonio o nella bagna caoda, tipico piatto piemontese a base di acciughe dove vengono intinte verdure ed altro ancora.
Il
peperone viene usato in preparazioni come la peperonata, arrostito sulla brace, viene fatto ripieno, fritto con patate e melanzane, o nella caponata.
Nel
peperone le sostanze più indigeste sono contenute nella buccia, quindi, per chi non lo tollera, è meglio arrostire i peperoni sulla griglia ed eliminare totalmente la buccia e consumare la sola polpa condita con olio e sale.
In base alla preparazione, bisognerà optare per una varietà o un’altra di
peperone: per una peperonata andranno bene tutte le varietà, se si vorranno arrostire sarà meglio scegliere quelli grossi e carnosi; per friggerli saranno ideali i "friarelli dolci", mentre quelli tondeggianti
saranno ideali per essere farciti.
La caratteristica principale del peperone è il suo elevato contenuto di vitamina C, e contiene anche vitamina A; è decisamente poco calorico, poiché è costituito per oltre il 90% da acqua, e il che lo rende adatto alle diete dimagranti.
Le varietà dolci
sono generalmente quelle preferite dai consumatori, per la migliore digeribilità e appetibilità.
Le varietà piccanti sono più ricche di vitamine delle altre, tanto che raggiungono valori 300 volte maggiori di ciascuno degli altri ortaggi coltivati, inoltre hanno un tenore medio di acido ascorbico altissimo, e sono sconsigliate a chi soffre di ulcera o iperacidità gastrica e ai bambini; però, per la presenza di carotenoidi (contro i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare) e sali minerali, hanno il pregio di stimolare la vitalità dei tessuti e di attivare il circolo venoso e capillare prevenendo le malattie vascolari.

giovedì 3 marzo 2011

Pollo al curry

Il pollo al curry è un piatto tipico della tradizione gastronomica orientale, soprattutto dell'India dove viene consumato insieme ad un contorno di riso, che sostituisce il pane.
Il pollo al curry è diventato talmente famoso ed è stato così apprezzato anche all'estero, che è diventato il punto di forza della cucina indiana, tanto che ne esistono numerose versioni. Certamente la fama di questo piatto è legata sia alla sua semplicità nella realizzazione, sia all'ingrediente principe che ne condiziona tutto il sapore: il curry.

Ingredienti per 4 persone: 600 gr di petto di pollo tagliato a tocchetti, 1 cucchiaio di curry, 1 cipolla, 2 carote, 1 limone, olio, sale

Fate macerare i bocconcini di pollo per circa 20 minuti con il succo di mezzo limone. Fate scaldare un filo d’olio in una padella e mettete a rosolare il pollo per circa 10 minuti a fuoco basso. Aggiungete un poco d’acqua, giusto a coprire il fondo della padella, salate ed aggiungete il curry. Girate tutto per bene. Nel frattempo preparate un trito molto fine di cipolla e carota, aggiungete il trito di verdure al pollo, ed aggiungete un altro filo d’acqua, per mantenere il sughetto abbastanza denso. Fate cuocere per altri 15 minuti a fuoco basso, fin quando il pollo non assume un bel colore ambrato, se necessario aggiustate di sale. Poco prima di spegnere il fuoco versate il succo di mezzo limone nella padella e mescolate tutti gli ingredienti. Potete servire il vostro pollo al curry accompagnandolo con del riso basmati o del semplice riso pilaf in bianco.

E domani ??

pranzo: 60 gr di cous cous con verdure e pesce, lattuga, pomodori e fagiolini in insalata, 2 fette di ananas al naturale
cena: 150 gr di pollo al curry, patate al forno, frutti di bosco al naturale


IL CURRY

Il masala, noto in Italia con il nome di curry, è una miscela, di origine indiana, di spezie pestate nel mortaio. In altri paesi occidentali, con il termine curry si indica una varietà di piatti della cucina del Sud Asiatico, in particolar modo quella Indiana.
A seconda della formulazione si avrà un curry "mild" ovvero mediamente piccante, o "sweet" ovvero molto piccante, contrariamente a quanto il termine sweet – dolce, potrebbe far pensare. Aromi dal sapore deciso come la paprika, lo zenzero, il pepe, lo zafferano, il peperoncino, che hanno fatto entrare di diritto il curry tra le sostanze afrodisiache. Il perchè di questa scelta così forte è dovuta soprattutto ad un fattore religioso: in India infatti, le varie religioni esistenti, non permettono ai propri seguaci di mangiare alcuni tipi di carne che includono quella di suino e quella di bovino.
Per questo motivo, avendo a disposizione la carne dei volatili, gli Indiani hanno escogitato un metodo per renderla il più saporita possibile. Di certo non avrebbero mai sospettato che il loro pollo al curry sarebbe diventato, col passare del tempo, una ricetta internazionale!

LA PATATA
La patata è un tubero, ossia la parte sotterranea di una pianta. La natura gli ha conferito il ruolo di riserva di sostanze amidacee e nutritive per la pianta stessa, ma anche l'uomo ha saputo trarne vantaggio. Originaria dell'America, iniziò a diffondersi in Europa solo attorno agli inizi del 1800. E' probabilmente il più versatile tra gli ortaggi conosciuti.
Quando le acquistate
sceglietela con la buccia intatta, integra e priva di macchie e grinze, senza germogli e spaccature.
Le patate si conservano molto bene e a lungo, rispettando i seguenti piccoli accorgimenti: è necessario che stiano al buio per evitare che diventino verdi; la temperatura non deve essere nè troppo umida (mai al di sotto dello 0, altrimenti gelerebbe) nè troppo secca (mai al di sopra degli 8° C, altrimenti tende a germogliare), la cantina sarebbe il luogo ideale.
Attenzione alle parti germogliate in cui si sviluppano la solanina e la solanidina, sostanze alcaloidi che provocano leggere intossicazioni.Sono ricche di acqua, sali minerali e vitamine. La presenza di potassio le rende un ottimo alleato contro l'ipertensione. Indicate anche in caso di anemia, mentre i diabetici devono farne un uso moderato.


I FRUTTI DI BOSCO
I frutti di bosco non hanno mai occupato un posto di primo piano nella storia della cucina, forse perché erano un cibo facilmente reperibile e consumato dalla gente di montagna e collina, ma disdegnato dai più ricchi. Troviamo riferimenti a questi frutti più che altro in trattati di medicina relativi alle proprietà benefiche degli alimenti. I frutti di bosco (lampone, mirtillo, ribes, mora e uva spina) in Italia vengono coltivati solo sporadicamente, diversamente da ciò che avviene in altre nazioni.
I frutti di bosco in cucina possono essere proposti come dessert, sotto forma di macedonie o crostate, oppure possono essere gustati fuori dai pasti aromatizzati con succo di limone e miele. Particolarmente buoni e dissetanti sono poi gli sciroppi o i succhi di frutta. Oltre al tradizionale uso come frutta fresca, possono essere impiegati per preparare marmellate o confetture e per aromatizzare i liquori.

Il lampone, dal sapore dolce-acidulo, viene raccolto a fine estate o a inizio autunno; è generalmente di colore rosso, ma può essere anche giallo o ambrato.
Gli usi del
lampone
sono molteplici; dalla preparazione di confetture, coloranti per cosmetici, gelatine, sciroppi, nella pasticceria, negli yogurt e nei gelati.
Il
lampone contiene alte quantità di tannini, vitamina C, acidi organici e pochi zuccheri, per cui è molto indicato sia per gli anziani che per i bambini. Il lampone ha anche proprietà diuretiche, diaforetiche e protettive dei vasi capillari. L'infuso ottenuto dalle foglie può essere utilizzato contro la diarrea mentre l'estratto ottenuto dalle foglie e dalle gemme è utile per la tonificazione dei muscoli nel periodo della gravidanza. La somministrazione terapeutica del lampone può avvenire con lo sciroppo, il vino, il succo, il decotto e l'infuso. Studi recenti hanno messo in evidenza le proprietà antiproliferative del lampone e degli altri frutti di bosco nel caso dei tumori: l'uso di questi frutti rallenterebbe, infatti, lo sviluppo delle cellule tumorali. Ancora il lampone ha proprietà antiossidanti, rinfrescanti e disinfettanti per la gola, si può utilizzare anche sul viso per le impurità.
Il mirtillo è una bacca dal sapore acidulo che cresce tipicamente nelle foreste di montagna. Contiene acido citrico, malico e succinico. Poiché ha la capacità di sopportare molto bene la surgelazione può essere consumato tutto l'anno. È il classico esempio di frutta dinamica le cui calorie variano al variare del contenuto zuccherino (da 25 a 60 kcal/100 g).
Il mirtillo nero cresce in modo spontaneo in Europa, i frutti possono essere raccolti nei mesi di luglio e agosto. In Italia lo si trova nelle Alpi e negli Appennini.
Anche il mirtillo rosso è diffuso nelle Alpi e nell'Appennino settentrionale; le sue bacche sono rosse e hanno un sapore amarognolo.
Il mirtillo blu cresce in modo spontaneo in Europa, le sue bacche sono di colore nero-bluastro e sono molto più insipide rispetto alle altre specie. Il mirtillo è un frutto che può essere consumato fresco oppure utilizzato per la preparazione di bevande, gelatine, marmellate, sciroppi o succhi. Un prodotto particolarmente apprezzato in Francia e Germania è una particolare acquavite ottenuta dalla distillazione del vino di mirtilli, una bevanda blandamente alcolica che viene ottenuta attraverso la fermentazione del succo di mirtillo. Il mirtillo nero è quello maggiormente ricco di principi salutari. Infatti contiene zuccheri e molti acidi, in particolare l’acido citrico (che protegge le cellule) ma anche acido folico, una vitamina molto importante e anche di altri acidi i quali oltre a dare al frutto il suo caratteristico colore, riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura, rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l’elasticità ed il tono. Riescono in tal modo a svolgere un’azione antiemorragica nonché contro i radicali liberi. L’insufficienza venosa è un patologia che colpisce un gran numero di persone e secondo gli ultimi dati è una malattia in costante aumento. Un metodo sicuramente efficace e già testato è quello che ricorre alle proprietà benefiche del mirtillo, particolarmente indicato per i pazienti colpiti da questa patologia. Tutte questa sostanze poi favoriscono e aumentano la velocità di rigenerazione della porpora retinica, migliorando la vista specialmente la sera, quando c’è poca luce.
Il mirtillo rosso (ricco di ferro, vitamina C e fibre) ha frutti molto saporiti e generalmente vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate. In medicina i mirtilli rossi vengono utilizzati al prevenire e curare le infezioni alle vie urinarie (in particolar modo la cistite provocata da Escherichia coli); la sua efficacia è apprezzabile anche per quanto riguarda le micosi e i virus. Quantità ridotte di mirtilli rossi possono ridurre il livello di calcio nell’urina, evitando situazioni di aggravamento, per chi soffre di calcoli renali. La sua utilità è dimostrata anche come coadiuvante in caso di diarrea, nelle stitichezze, e nei problemi legati al colon irritabile e alle emorroidi. Infine, i mirtilli rossi hanno anche la capacità di attenuare i piccoli inestetismi della pelle quale la couperose. I mirtilli rossi possono essere gustati con l'aggiunta di un po' di succo di limone e zucchero, magari “accompagnate” da more e lamponi, a costituire la classica coppa di frutti di bosco. Anche la grappa che si ottiene dalla macerazione di questi frutti (con un alto grado alcolico), ha un sapore intenso e delicato.
Una buona tisana al mirtillo risulta particolarmente indicata contro gli eczemi e la forfora: proprio in virtù della sua azione purificante e curativa, essa è in grado di attenuare le eruzioni cutanee e la forfora. Per ottenere risultati apprezzabili, è opportuno berne 1 tazza 3 volte al giorno. In aggiunta, si può utilizzarla per effettuare impacchi e abluzioni.
Gli impieghi di una tisana al mirtillo sono diversi:
Tisana di mirtillo contro la dissenteria nei bambini piccoli soprattutto neonati e lattanti. La tisana deve essere molto forte e non addolcita.
Tisana di mirtillo contro le emorroidi: molto utile per lenire i dolori provocati dalle emorroidi: bere 1 tazza di tisana di foglie essiccate di mirtillo 3 volte al giorno, per un periodo di almeno 3 settimane.
Tisana di mirtillo contro disturbi alla vescica e ai reni: svolge un'azione antisettica sulle vie urinarie e le fortifica. In caso di cistite o debolezza cronica dei reni bere 1 tazza di tisana 3 volte al giorno
Gli ultimi dati giunti dall’America circa la prevenzione all’Alzheimer, indicano nel frutto del mirtillo nero (meglio se consumato sotto forma di tisana), un potente antidoto per migliorare la memoria ed ottenere un effetto positivo sull'equilibrio e sulla coordinazione motoria. Tale effetto è stato riscontrato dagli scienziati dell’Università Tufts, a Boston. Dopo aver sottoposto alcuni piccoli topi "anziani" ad una dieta arricchita di bacche blu, gli studiosi hanno osservato un notevole miglioramento delle loro attività motorie e comportamentali. Anzi, il processo di invecchiamento sembrava addirittura retrocedere. Le molecole responsabili di questo straordinario “ringiovanimento" sono le "antocianine", sostanze naturali che conferiscono al frutto il caratteristico colore azzurro, presenti, con una diversa percentuale, anche nelle fragole e negli spinaci. Le antocianine intervengono neutralizzando i radicali liberi, che “stressano” le cellule ,facendole invecchiare prima e spesso danneggiandone il Dna, fenomeno che porta alla degenerazione tumorale.Negli Stati Uniti la salsa che si ricava dai mirtilli fa parte del pranzo del Giorno del Ringraziamento. La tradizione ci riporta che i Padri Pellegrini, appena sbarcati, utilizzassero spesso i mirtilli che crescevano abbondanti in quelle regioni. Si dice addirittura che, durante la Guerra di Secessione, nel Thanksgiving Day del 1864, il generale Grant ordinò che la salsa di mirtilli venisse servita alle truppe insieme al solito rancio…e da quel momento in poi non è stato più concepibile, secondo la tradizione, un pranzo del ringraziamento senza questo ingrediente. Ecco come preparare una veloce salsa ai mirtilli: sciacquare i mirtilli e scolarli; in una pentola scaldare l'acqua, unire lo zucchero e aspettare che si sia completamente dissolto. Quando il liquido raggiunge l'ebollizione, versate i mirtilli. Regolare il fuoco in modo che la salsa rimanga in ebollizione e cuocere fino a che i mirtilli non si aprono del tutto e non si raggiunge la consistenza desiderata. Togliere la pentola da fuoco, far raffreddare la salsa e metterla in frigorifero.
La Mora – con questo nome si definisce sia la mora di rovo (rossa e nera) sia la mora di gelso (rossastra). Mentre il rovo cresce spontaneamente nelle nostre campagne e nei boschi, il gelso viene coltivato (le foglie del gelso servono come alimento per il baco da seta); i frutti maturano nei mesi estivi e vanno mangiati appena colti, perché sono difficili da conservare. Le more sono ricche di vitamina C e acidi organici.Della pianta si è soliti utilizzare le radici, le foglie, i giovani germogli ed i frutti.
Ma per apprezzare appieno le molte proprietà del rovo, occorre non soffermarsi ad esaminare solo il frutto, e prendere invece in considerazione tutta la pianta: oltre alle more anche le foglie, la corteccia e le radici possono infatti essere utilizzate in erboristeria, in virtù delle loro spiccate proprietà terapeutiche.
Sin dai tempi antichi si consigliava, e si consiglia tuttora, di masticare le foglie di mora qualora si soffra di gengive deboli e sanguinanti. E’ quindi ottimo il decotto che si può facilmente trovare nelle nostre erboristerie! Le foglie vengono spesso anche utilizzate in impacchi e tisane che leniscono i dolori derivanti dalle ulcere gastriche o della pelle, come quelle derivate dai geloni alle mani ed ai piedi.
Non va inoltre dimenticato anche il potere astringente della pianta, ottimo in caso di problemi gastroenterici!


Il ribes è un frutto costituito da piccole bacche unite in grappoli di colore rosso, bianco e nero. Ha un sapore dolce e acidulo e matura fra giugno e agosto. Ci sono tre varietà principali di ribes: quello rosso, quello nero e l'uva spina. Contiene una buona quantità di vitamina C . Questa pianta è nota per le sue proprietà anti-infiammatorie, antidolorifiche e antiallergiche. Esse sono in parte legate alla sua azione di tipo cortisonosimile, dovuta ad uno stimolo diretto sulla corteccia surrenalica.
L'azione anti-infiammatoria di questa pianta non provoca danni allo stomaco, combatt la fragilità dei vasi sanguigni, mostrando quindi un'azione capillaroprotettiva, ormai ben dimostrata sia a livello del microcircolo retinico sia di quello periferico. E' inoltre
antiossidante, aiuta a combattere i radicali liberi responsabili di invecchiamento e degenerazione della salute. Può aumentare la pressione arteriosa a causa della sua azione di tipo cortisonosimile, per cui va usato con cautela nel paziente iperteso. Alcuni dei benefici comprendono la riduzione della febbre, mite lassativo, astringente, aumento dell'appetito, la pulizia del sangue, le proprietà diuretiche e digestive.
Inoltre, si ritiene che il tè a base di ribes foglie secche aiuta i sintomi della gotta e dei reumatismi. .


L'uva spina è una varietà di ribes con acini di colore giallo o verde pallido, dal sapore acidulo. In Italia è poco usata e difficile da reperire, perché il degrado ambientale ne ha limitato la diffusione spontanea. Viene anche detta uva marina, uva spinella, uva dei frati, uva ursina. Le proprietà medicinali dell'uva spina sono notevoli; nei paesi dell'Europa orientale estratti o infusi di fiori, frutti e radici vengono impiegati per l'azione rimineralizzante, digestiva, diuretica e decongestionante del fegato. Le peculiari proprietà antinfiammatorie della piante sono anche utilizzate per la cura di artriti, reumatismi e infiammazioni digestive.





mercoledì 2 marzo 2011

Polpettine di miglio con lenticchie


Questi sono gli ingredienti: 300 g di miglio (non precotto), 100 g di lenticchie rosse, 2 uova, sale e spezie a piacere, fiocchi di quinoa (facoltativi), semi di sesamo, 2 cucchiai di farina per l'infarinatura finale

Sciacquate con cura il miglio sotto l'acqua corrente e mettetelo a cuocere in acqua per il doppio del suo volume. Occorrono circa 40 minuti. Poi toglietelo dal fuoco e lasciatelo riposare finchè non avrà assorbito l'eventuale acqua rimasta.
Fate lo stesso lavoro con le lenticchie rosse, avendo l'accortezza di farle cuocere però solo per circa 15 minuti. Non preoccupatevi se si spappoleranno...con le lenticchie rosse succede sempre. Una volta raffreddati, sgranate il miglio in un recipiente aggiungendovi un poco di olio extra vergine di oliva che vi aiuterà nell'operazione e unitevi le lenticchie, le uova, aggiustate di sale e di spezie.... lo zenzero non ce lo farei mancare, ma se non lo avete un poco di scorza di limone grattuggiato può dare quel tocco in più.
Con le mani fate delle pallottole, grandi quanto più vi aggrada (per degli stuzzichini potete fare anche delle piccole palline, se invece sono per un piatto da portata potete farle grandi come delle normali polpette) e passatele nella farina che avrete arricchito con i semi di sesamo preventivamente schiacciati. Per farlo potete usare un mortaio oppure un pestacarne mettendo i semi in un sacchettino. Non serve tritarli completamente, ma il fatto di farli 'aprire' aiuta a sprigionare tutte
le loro innumerevoli proprietà..... lo sapete che il sesamo ha un contenuto di calcio 10 volte superiore al latte?
Una volta ben infarinate, ponete le crocchette in una teglia leggermente unta e cuocete in forno a circa 180° finchè non saranno ben dorate da entrambi i lati.
Per renderle ancora più saporite si potrebbe unire un trito di cipolla nell'impasto, ma, in questo caso, eviterei incontri ravvicinati !!!

Giovedì gnocchi, ed invece .........


pranzo: 60 gr di miglio con lenticchie, cicorino tagliato fine in insalata, macedonia di frutta tropicale al naturale
cena: 200 gr di tonno fresco alla griglia, peperoni, zucchine e carote cucinate nel wok e condite con salsa di soia, 1 mela cotta con cannella e zenzero

IL MIGLIO
Il miglio è un cereale molto antico, originario dell’Asia Centroorientale e coltivato anche dagli Egizi. Nel corso dei secoli veniva immagazzinato per periodi molto lunghi grazie alla sua lunga conservabilità. Nel 1378, per esempio, Venezia assediata dai Genovesi si salvò grazie al miglio stoccato nei suoi magazzini.
Ha una grande importanza nell'alimentazione di alcuni paesi africani e asiatici dove costituisce un alimento quotidiano e fondamentale, molto meno utilizzato in Europa, dove è conosciuto più che altro come becchime per pollame e uccelli da gabbia.
Attualmente si conoscono diverse varietà di miglio che vengono consumate dopo la decorticazione. Il miglio ha una composizione simile al frumento, ma non contiene glutine e quindi è adatto nell' alimentazione dei soggetti affetti da morbo celiaco. Il chicco di miglio è assai ricco di amido, è inoltre uno degli alimenti più ricchi di sostanze minerali tra le quali si possono ricordare ferro, magnesio, fosforo, silicio. Per il suo alto contenuto di acido salicilico può essere considerato un vero prodotto di bellezza: ha infatti un'azione stimolante sulla pelle, sui capelli, sulle unghie e sullo smalto dei denti . Ideale se siete tesi, nervosi o se avete problemi all'intestino.
Contiene vitamine del gruppo A e B, è decisamente facile da digerire e, visto il suo alto contenuto di lecitina e colina, è indicato per persone che svolgono attività intellettuali e agli organismi debilitati. Le sue proprietà lo rendono particolarmente consigliabile per le donne in gravidanza.
È l'unico cereale con un effetto alcalinizzante, quindi è indicato per chi soffre di acidità di stomaco , inoltre, essendo di facile digestione, è particolarmente indicato, oltre che nella prima infanzia e nelle malattie ricostituenti, anche nelle malattie di milza e pancreas.
Facile e rapido da cucinare, il miglio ha un caratteristico sapore dolce e gradevole che lo rende particolarmente appetitoso. Assaggiato una volta non lo si dimentica facilmente, soprattutto dopo aver imparato a cucinarlo abbinandolo alle verdure giuste. Il miglio si può cucinare allo stesso modo di un cous cous ed è utilizzato per fare torte dolci e salate, sformati, crocchette, come base per le polpette, biscotti o semplicemente nelle minestre come qualunque altro cereale.
Prima della cottura il miglio in chicchi va lavato molto accuratamente con acqua fredda , per eliminare polvere ed eventuali impurità come pagliuzze, altri semi, etc. Deve essere sciacquato alcune volte fino a quando l' acqua non sarà pulita e limpida e dopo va sistemato in un colino a scolare. A questo punto può essere cotto. Sarebbe meglio prima tostarlo con pochissimo olio d’oliva, in modo che rimanga al dente e che in seguito la cottura riesca meglio . Dopo la tostatura lo si ricopre con una quantità di acqua pari al doppio del suo volume. L’acqua l’avremo precedentemente portata a bollore e la verseremo nella pentola della tostatura, per poi riportare il tutto a bollore a fiamma elevata. Raggiunta l’ebollizione si può abbassare la fiamma e il miglio ha bisogno di circa 20 minuti per essere pronto, senza che sia necessario o consigliabile mescolarlo. Una variazione nella cottura può dipendere dalla qualità e dalla tostatura. Una volta cotto sarebbe meglio lasciarlo riposare nella pentola di cottura, in modo che possa finire di gonfiarsi e assorbire l’acqua in eccesso.
Riassumo le proprietà del miglio:
- non ha glutine
- è un cereale non acido, è alcalinizzante (e l'acidità è un grosso problema per l'apparato digerente)
- contiene lecitina che emulsiona i grassi e risulta molto digeribile
- contiene sostanze silicee (buone per pelle e capelli)
- indicato per le attività intellettuali, per gli organismi debilitati e durante la gravidanza

LE LENTICCHIE

La lenticchia viene chiamata anche carne dei poveri. È, secondo alcune fonti, il più antico tipo di legume coltivato; veniva infatti utilizzato già dagli antichi egizi e viene citato anche nella Bibbia .
La coltivazione delle lenticchie avviene in primavera, mentre la raccolta viene fatta nei mesi di giugno e luglio. Le piante vengono essiccate al sole e poi, dopo qualche giorno, si procede con la battitura e la successiva raccolta dei semi.
Le varietà italiane sono molto pregiate; fra le più note ricordiamo le lenticchie di Castelluccio di Norcia (DOP), le lenticchie verdi di Altamura, le lenticchie di Villalba, le lenticchie di Colfiorito, le lenticchie del Fucino e le lenticchie di Mormanno.
Le lenticchie sono un alimento glicidico-proteico, sono prive di colesterolo, contengono discrete quantità di minerali tra i quali il calcio e il potassio e una buona quantità di fibre.
Le lenticchie sono un alimento molto versatile e si prestano alla preparazione di varie pietanze, dagli antipasti, alle zuppe, ai contorni. Per facilitarne la cottura è consigliabile un ammollo preventivo di alcune ore (da 4 a 12) in acqua addizionata di bicarbonato di sodio (un cucchiaio da cucina per ogni litro d'acqua usato). Si consideri però che l'ammollo causa una perdita di alcune delle loro proprietà nutritive. Eventualmente, se non si è potuto, o voluto, tenerle in ammollo, si potrà aggiungere un cucchiaio di bicarbonato di sodio all'acqua destinata alla cottura.

A fine primavera la Piana di Castelluccio nel Parco dei Monti Sibillini è un’immensa distesa gialla, grazie ai fiori dell’unica lenticchia al mondo coltivata a questa altezza sul livello del mare. Famoso per il suo gusto delicato e le dimensioni ridotte questo legume originario della Mesopotamia ha trovato nel terreno ricco di silicio del comune di Castelluccio di Norcia il luogo ideale per dar vita ad un alimento di alto livello nutritivo.
La lenticchia di Castelluccio viene coltivata in modo totalmente biologico, anche grande alla sua alta resistenza ai parassiti ed è molto ricercata in cucina non solo perché ne vengono prodotte solo poche tonnellate all’anno ma anche perché tutte e tre le varietà, verdi,rossicce e zigrinate, hanno una buccia talmente tenera che non è necessario metterle a bagno prima della cottura.


IL TONNO

Il tonno è un pesce marino, l'unico pesce a sangue caldo. Diffuso nell'Atlantico e nel Mediterraneo, vive in branchi e si nutre di pesci e cefalopodi. Ne esistono diverse specie: quello del Mediterraneo o tonno rosso, ha il corpo lungo fino a 3 m e pesante fino a 600 kg., Il Tonno a Pinna Gialla vive nelle acque tropicali o subtropicali, il peso medio degli esemplari di questa specie si aggira attorno ai 40 chilogrammi ed è la varietà più utilizzata per l'inscatolamento.Il più pregiato è però il Thunnus thynnus: le sue carni sono ricercatissime specie in Giappone, ove è alla base dei piatti di pesce crudo.
Dal punto di vista nutrizionale il tonno è un ottimo alimento perché ipocalorico (rigorosamente consumato al naturale) con un contributo proteico elevato e ricco di acidi grassi essenziali. Dovrebbe quindi entrare nella nostra dieta quasi quotidianamente; inoltre la sua versatilità permette di consumarlo come secondo o come base di sughi "proteici"
Mentre il tonno sott'olio, anche se sgocciolato, apporta da 260 a 300 kcal per 100 g, quello fresco arriva a poco più della metà. Non ha perciò senso usare il tonno sott'olio (anche perché difficilmente l'olio è di grande qualità e si ha la pazienza di sgocciolarlo bene al fine di diminuire il contenuto calorico). Poiché fresco si consuma raramente (la ventresca, la porzione ventrale del tonno, è particolarmente tenera), il miglior modo di introdurlo nella propria alimentazione è di consumare quello in scatola al naturale, che è ancora meno calorico di quello fresco. Anche in salamoia sarebbe da evitare per l'inutile contenuto di sale che comunque si assume.
È importante notare la differenza fra il tonno e il salmone (visto che si trovano facilmente entrambi in scatola e al naturale): il tonno non possiede la quantità di grassi del salmone ed è essenzialmente un alimento proteico.

TONNO FRESCO ALLA GRIGLIA
Dopo aver comprato un bel trancetto di tonno fresco, alto un paio di dita, tagliatelo con un coltello ben affilato e ricavate dei filetti più piccoli in modo da averne uno per ogni commensale. Scaldate una piastra di ghisa ed ungete leggermente i filetti di tonno. Disponeteli sulla piastra e lasciate cuocere per tre minuti precisi il primo lato. Passati i tre minuti voltate i filetti, stando attenti a staccarli per bene, e calcolate due minuti per il secondo lato. Sopra o accanto ponete anche alcuni rametti di rosmarino. Togliete i filetti dal fuoco e disponeteli nei piatti, guarnite con un filo di olio, il rametto di rosmarino e sale nero.


LA CANNELLA

Tutti la conoscono: si sparge sulla panna montata, si aggiunge alla pasta per le frittelle, si mescola al sidro caldo di mele e si trova anche nei dolciumi e nei dentifrici. La cannella è una spezia d’ec- cezione ma anche uno dei rimedi più antichi del mondo per la cura di infezioni, dolore e problemi digestivi.
La cannella è originaria dell’ Asia meridionale e viene utilizzata sotto forma di corteccia interna essiccata. Usata per secoli dagli erbari cinesi e dai guaritori ayurvedici dell’ India, oggi le sue proprietà sono riconosciute per dare beneficio a varie parti del corpo

Una buona ragione scientifica per aromatizzare dentifrici e colluttori con la cannella sta nel fatto che è un potente antisettico che elimina molti batteri, funghi e virus cariogeni e patogeni. Se ne possono approvare i benefici spargendo un pò di cannella polverizzata su tagli o escoriazioni, dopo averli detersi accuratamente. Una possibile applicazione per la cannella è infatti quella di carta igienica impregnata della spezia: da uno studio tedesco risulta che la spezia sopprime completamente il batterio che provoca infezioni all’ apparato urinario, ed il fungo responsabile di infezioni vaginali.

Potete preparare un infuso speziato e dolce, usando mezzo cucchiaino di erba polverizzata per una tazza di acqua bollente, lasciando in infusione per 10-20 minuti ed eventualmente filtrando. La dose massima è di tre tazze al giorno.
L’ infuso di cannella non va somministrato ai bambini di età inferiore ai 2 anni.
Per curare piccoli tagli ed escoriazioni, detergere accuratamente la zona interessata e cospargere con un po’ di cannella in polvere.

martedì 1 marzo 2011

Costolette d'agnello alle erbe

La  ricetta per due persone è così composta:
4 costolette di agnello a persona (dipende dalla dimensione), 2 lime, qualche rametto di rosmarino
sale, olio extravergine di oliva aromatizzato al peperoncino.

Lavate le costolette ed asciugatele molto bene, adagiatele in una pirofila che possa contenerle senza farle sormontare e che possa andare in forno.
Dopo aver lavato i due lime, sbucciateli prelevando solo la parte verde, e del frutto rimasto fate una spremuta.
In una terrina amalgamate la buccia ed il succo del lime, 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva aromatizzato al peperoncino, una macinata di sale grosso e gli aghi del rosmarino tritati
grossolanamente.
Mettete la marinata sulle costolette e coprire con la pellicola trasparente, fate riposare in frigo per tutta una notte.
Accendete il forno a 190 gradi ed una volta caldo infornate le costolette, tirate fuori dal
frigo almeno un paio di ore prima della cottura in modo che risultino a temperatura ambiente e fatele cuocere per circa 25 minuti (il tempo di cottura dipende da come preferite la cottura della carne e dallo spessore delle costolette, quindi può benissimo aumentare o diminuire).

Riso Venere con gamberetti, verdure croccanti e pesto


Ingredienti per 4 persone: 200 grammi di riso venere, 200 gr di gamberetti lessati, carote, zucchine, peperoni gialli, piselli, asparagi freschi, sedano, limone, pesto, olio, sale


Cuocete il riso in acqua leggermente salata per circa 40 minuti. Tagliate a cubetti piccoli le verdure, scottatele in acqua bollente per 3 minuti e raffreddatele in acqua fredda. Scolate il riso e fermate la cottura in acqua fredda, in una zuppiera mettete il succo di limone, sale, un cucchiaio di pesto, olio ed emulsionate la salsa. Aggiungete il riso, i gamberetti e le verdure e mescolate bene. Per una serata “finger food” potete disporlo nei bicchieri e decorarlo con una coda di gambero e punte di asparagi.

Riso Basmati con punte di asparagi

Ingredienti per 4 persone: 280 g di riso Basmati, 150 g di punte di asparagi, un peperone rosso, 3 cipollotti, 125 gr di mais in scatola, un cucchiaio di succo di limone, olio extravergine di oliva, sale e pepe, ciuffi di basilico e qualche fettina di limone per guarnire

Cuocete il riso in abbondante acqua salata bollente e a 7 minuti dalla fine della cottura unite le punte di asparagi, quindi scolate riso e asparagi, metteteli in una ciotola, condite con 2 cucchiai di olio e lasciate raffreddare.
Nel frattempo, lavate il peperone, dividetelo a metà, eliminate i semi e le nervature bianche interne
e riducetelo a dadini. Mondate e sbucciate i cipollotti e tagliateli ad anelli sottili. Sgocciolate il mais
dal liquido di conservazione e sciacquatelo.
Unite nella ciotola del riso i dadini di peperone, gli anelli di cipollotti e il mais, condite con il succo filtrato di limone, altri 2 cucchiai di olio, regolate di sale e mescolate bene per insaporire.
Suddividete l’insalata di riso nei piatti individuali, condite con pepe macinato al momento,
guarnendo ogni porzione con qualche fettina di limone e ciuffetti di basilico.