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sabato 5 marzo 2011

E' domenica

E siamo alla fine della nostra settimana, curiosa di sapori e di colori

pranzo: 150 gr di pollo alle mandorle, cicorino in insalata, 50 gr di pane naan, 1 mela
cena: 60 gr di riso basmati con gamberi e zucchine cotti nel wok, pomodori e cipollotti in insalata, budino di vaniglia e zenzero


LE MANDORLE

Le mandorle sono un'ottima fonte di grassi "buoni", che le rende benefiche per l'apparato cardiocircolatorio, anche se non apportano una quantità significativa di grassi essenziali, al contrario di altri tipi di frutta secca come le noci.
Un consumo abituale di questo alimento abbassa i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi. Questo vale per chi non è sovrappeso, essendo quest'ultima una condizione molto più sfavorevole nei confronti dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari.
Le mandorle sono anche un'ottima fonte di magnesio e vitamina E, e sono il tipo di frutta secca con il più elevato contenuto di fibre (12%).
Come tutti gli alimenti prevalentemente lipidici, il loro consumo va controllato con attenzione valutando sempre le quantità che ci possiamo permettere.


I COLORI DEL BENESSERE

I fitocomposti presenti nelle piante oltre a determinare il colore, hanno importanti proprietà.
Nelle piante queste sostanze svolgono funzioni vitali, le difendono dalle radiazioni solari e le aiutano a riprodursi grazie ai colori che richiamano gli impollinatori e respingono i predatori.
Queste sostanze sono ricche di antiossidanti e possono stimolare la risposta immunitaria, aiutano a limitare il rischio di malattie circolatorie e regolano i livelli di colesterolo, agiscono sulla pressione e sulla coagulazione proteggendo i vasi sanguigni.
Il consiglio è quello di variare perchè ogni specie vegetale ha le sue qualità specifiche e solo variando si riesce a completare i fabbisogni dell'organismo.
Per avere una dieta sana e bilanciata bisogna scegliere ogni giorno 5 prodotti di colore diverso.

ROSSO: pomodori rapanelli peperoni angurie ciliege fragole favoriscono la protezione delle cellule dei radicali liberi

GIALLO-ARANCIO: carote peperoni pesche albicocche aiutano a proteggere la vista, prevengono l'invecchiamento cellulare e rafforzano la risposta immunitaria

VERDE: zucchine asparagi cicorie indivia lattuga basilico prezzemolo rucola kiwi rinforzano i vasi sanguigni, le ossa, i denti e migliorano la funzionalità del sistema nervoso

BLU-VIOLA: melanzane prugne radicchio uva nera combattono la fragilità capillare e prevengono l'aterosclerosi, aiutano la memoria e mantengono il tratto urinario

BIANCO: aglio cipolla funghi finocchi sedano mele pere regolano i livelli di colesterolo, mantengono la fluidità del sangue e il tessuto osseo


venerdì 4 marzo 2011

Sabato è festa !

pranzo: spaghetti cinesi saltati con verdure miste, spinaci al vapore con salsa agrodolce, mousse di frutta cotta alla cannella
cena : 150 gr di maiale con zenzero, 50 gr di pane azzimo, songino in insalata, macedonia di frutta tropicale al naturale

GLI SPINACI
Mineralizzanti, antianemici e nutrienti, gli spinaci erano l'ingrediente ideale per creare il mito della magica pozione trangugiata da Braccio di ferro. La loro fama di alimenti fortemente "energetici" legata al mito di Popeye, fu tuttavia ben presto messa in discussione dalla scoperta di una una sostanza antinutriente, chiamata acido ossalico, che limita fortemente la disponibilità dei minerali contenuti negli ortaggi a foglie verdi.Gli spinaci sono ricchissimi di ferro e ne detengono il primato fra gli ortaggi. Purtroppo, però, pur essendo così abbondante, il 95% del ferro contenuto negli spinaci è inutilizzabile come nutriente, proprio per la presenza dell'acido ossalico. Facendo un po' di conti, alla faccia dei vegetariani più accaniti, si scopre che per assimilare l'equivalente in ferro fornito da 100 g di carne, occorre consumare più di un kg di spinaci. Gli ossalati sono inoltre nocivi nelle forme reumatiche e sono controindicati anche per chi soffre di calcoli renali (a meno che non vengano associati ad un'abbondante assunzione di liquidi), osteoporosi o per chi deve guarire da una frattura ossea (l'acido ossalico limita fortemente anche l'assorbimento di calcio). Anche se ricchi di acido ossalico, gli spinaci rappresentano una buona fonte di vitamina C, carotenoidi, acido folico, clorofilla e luteina. L'insieme di questi micronutrienti ne esalta le proprietà antiossidanti, rendendoli un alimento particolarmente utile per la salute degli occhi, per chi soffre di aterosclerosi, per le gestanti e per l'azione protettiva nei confronti delle patologie coronariche . Per evitare di disperdere il loro prezioso carico di micronutrienti nell'acqua di cottura, si consiglia di consumarli crudi o cotti in poca acqua bollente. Qualche goccia di succo di limone aumenterà invece la disponibilità del ferro contenuto negli spinaci.

LE ZUCCHINE

La pianta che produce le zucchine è originaria dell'America centro-meridionalee ne esistono tante varietà , tutte sono facilmente deperibili e che si conservano per poco tempo.
Le zucchine sono ormai reperibili sul mercato tutto l'anno anche se sono un prodotto dell'orto tipico della tarda primavera e dell'estate. Con le serre e l'importazione da altri continenti il problema è stato superato. Conviene però gustarle nella loro stagione perchè più complete dal punto di vista nutrizionale, più buone e naturalmente più convenienti. Le zucchine forniscono poche calorie e inoltre hanno uno scarto limitato se sono giovani e non grosse. Inoltre non hanno grassi. Il loro sapore è abbastanza neutro e non si sovrappone a quello di nessun altro alimento. Al giorno d'oggi se ne sta riscoprendo l'uso da sole; l'importante è saperle cuocere nella maniera corretta (mai a lungo) e arricchirle con le giuste erbe aromatiche. In questo modo si possono sfruttare a nostro vantaggio i loro principi nutritivi e gustarle pienamente.Le zucchine infatti sono buone fonti di potassio, di vitamina E, di carotenoidi, di vitamina C e di acido folico. Sia la vitamina C quanto l'acido folico sono molto sensibili al calore; pertanto bisogna cuocere questi ortaggi nel modo giusto. L'ideale sarebbe il loro consumo a crudo. Scegliete sempre zucchine ben sode, con buccia tesa e lucida, dando preferenza in particolare a quelle piccole e sottili che hanno il vantaggio di non contenere semi. Non devono presentare ammaccature a devono avere una leggera peluria. Le zucchine hanno quindi un'azione altamente lassativa, antinfiammatoria, diuretica e disintossicante.
I PEPERONI
Il peperone è originario dell'America del Sud (Brasile), ma ha fatto la sua comparsa sulle tavole europee quando venne importato in Spagna verso la metà del 1500; poi arrivò in Italia, e solo nel 1700 in Ungheria, una delle principali produttrici di paprika, spezia ottenuta da particolari varietà di peperoni, che vengono fatti essiccare, ridotti in polvere e mescolati con farina di frumento. Inizialmente verde, ma a completa maturazione dei semi assume una colorazione gialla o rossa; nella polpa, nei semi tondi e schiacciati, ma anche nella placenta (la parte bianca all’interno) del frutto si trova la "capsicina" che conferisce il caratteristico sapore piccante a questo ortaggio.
Il
peperone è una pianta che produce tantissime varietà di frutti con caratteristiche molto diverse tra loro, ma in linea di massima, si può distinguere tra peperoni piccanti (o peperoncini) e peperoni dolci. Quando si acquistano i peperoni devono avere il picciolo ben attaccato, teso e turgido, devono essere lucidi, sodi al tatto, con la pelle ben tesa e privi di ammaccature; in più ricordate: se sono ben maturi risulteranno dolciastri, se immaturi e verdi saranno piuttosto asprigni ma ugualmente apprezzati. Si possono conservare in frigorifero per 4-5 giorni nel cassetto delle verdure. Il peperone può essere mangiato crudo nelle insalate, in pinzimonio o nella bagna caoda, tipico piatto piemontese a base di acciughe dove vengono intinte verdure ed altro ancora.
Il
peperone viene usato in preparazioni come la peperonata, arrostito sulla brace, viene fatto ripieno, fritto con patate e melanzane, o nella caponata.
Nel
peperone le sostanze più indigeste sono contenute nella buccia, quindi, per chi non lo tollera, è meglio arrostire i peperoni sulla griglia ed eliminare totalmente la buccia e consumare la sola polpa condita con olio e sale.
In base alla preparazione, bisognerà optare per una varietà o un’altra di
peperone: per una peperonata andranno bene tutte le varietà, se si vorranno arrostire sarà meglio scegliere quelli grossi e carnosi; per friggerli saranno ideali i "friarelli dolci", mentre quelli tondeggianti
saranno ideali per essere farciti.
La caratteristica principale del peperone è il suo elevato contenuto di vitamina C, e contiene anche vitamina A; è decisamente poco calorico, poiché è costituito per oltre il 90% da acqua, e il che lo rende adatto alle diete dimagranti.
Le varietà dolci
sono generalmente quelle preferite dai consumatori, per la migliore digeribilità e appetibilità.
Le varietà piccanti sono più ricche di vitamine delle altre, tanto che raggiungono valori 300 volte maggiori di ciascuno degli altri ortaggi coltivati, inoltre hanno un tenore medio di acido ascorbico altissimo, e sono sconsigliate a chi soffre di ulcera o iperacidità gastrica e ai bambini; però, per la presenza di carotenoidi (contro i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare) e sali minerali, hanno il pregio di stimolare la vitalità dei tessuti e di attivare il circolo venoso e capillare prevenendo le malattie vascolari.

giovedì 3 marzo 2011

E domani ??

pranzo: 60 gr di cous cous con verdure e pesce, lattuga, pomodori e fagiolini in insalata, 2 fette di ananas al naturale
cena: 150 gr di pollo al curry, patate al forno, frutti di bosco al naturale


IL CURRY

Il masala, noto in Italia con il nome di curry, è una miscela, di origine indiana, di spezie pestate nel mortaio. In altri paesi occidentali, con il termine curry si indica una varietà di piatti della cucina del Sud Asiatico, in particolar modo quella Indiana.
A seconda della formulazione si avrà un curry "mild" ovvero mediamente piccante, o "sweet" ovvero molto piccante, contrariamente a quanto il termine sweet – dolce, potrebbe far pensare. Aromi dal sapore deciso come la paprika, lo zenzero, il pepe, lo zafferano, il peperoncino, che hanno fatto entrare di diritto il curry tra le sostanze afrodisiache. Il perchè di questa scelta così forte è dovuta soprattutto ad un fattore religioso: in India infatti, le varie religioni esistenti, non permettono ai propri seguaci di mangiare alcuni tipi di carne che includono quella di suino e quella di bovino.
Per questo motivo, avendo a disposizione la carne dei volatili, gli Indiani hanno escogitato un metodo per renderla il più saporita possibile. Di certo non avrebbero mai sospettato che il loro pollo al curry sarebbe diventato, col passare del tempo, una ricetta internazionale!

LA PATATA
La patata è un tubero, ossia la parte sotterranea di una pianta. La natura gli ha conferito il ruolo di riserva di sostanze amidacee e nutritive per la pianta stessa, ma anche l'uomo ha saputo trarne vantaggio. Originaria dell'America, iniziò a diffondersi in Europa solo attorno agli inizi del 1800. E' probabilmente il più versatile tra gli ortaggi conosciuti.
Quando le acquistate
sceglietela con la buccia intatta, integra e priva di macchie e grinze, senza germogli e spaccature.
Le patate si conservano molto bene e a lungo, rispettando i seguenti piccoli accorgimenti: è necessario che stiano al buio per evitare che diventino verdi; la temperatura non deve essere nè troppo umida (mai al di sotto dello 0, altrimenti gelerebbe) nè troppo secca (mai al di sopra degli 8° C, altrimenti tende a germogliare), la cantina sarebbe il luogo ideale.
Attenzione alle parti germogliate in cui si sviluppano la solanina e la solanidina, sostanze alcaloidi che provocano leggere intossicazioni.Sono ricche di acqua, sali minerali e vitamine. La presenza di potassio le rende un ottimo alleato contro l'ipertensione. Indicate anche in caso di anemia, mentre i diabetici devono farne un uso moderato.


I FRUTTI DI BOSCO
I frutti di bosco non hanno mai occupato un posto di primo piano nella storia della cucina, forse perché erano un cibo facilmente reperibile e consumato dalla gente di montagna e collina, ma disdegnato dai più ricchi. Troviamo riferimenti a questi frutti più che altro in trattati di medicina relativi alle proprietà benefiche degli alimenti. I frutti di bosco (lampone, mirtillo, ribes, mora e uva spina) in Italia vengono coltivati solo sporadicamente, diversamente da ciò che avviene in altre nazioni.
I frutti di bosco in cucina possono essere proposti come dessert, sotto forma di macedonie o crostate, oppure possono essere gustati fuori dai pasti aromatizzati con succo di limone e miele. Particolarmente buoni e dissetanti sono poi gli sciroppi o i succhi di frutta. Oltre al tradizionale uso come frutta fresca, possono essere impiegati per preparare marmellate o confetture e per aromatizzare i liquori.

Il lampone, dal sapore dolce-acidulo, viene raccolto a fine estate o a inizio autunno; è generalmente di colore rosso, ma può essere anche giallo o ambrato.
Gli usi del
lampone
sono molteplici; dalla preparazione di confetture, coloranti per cosmetici, gelatine, sciroppi, nella pasticceria, negli yogurt e nei gelati.
Il
lampone contiene alte quantità di tannini, vitamina C, acidi organici e pochi zuccheri, per cui è molto indicato sia per gli anziani che per i bambini. Il lampone ha anche proprietà diuretiche, diaforetiche e protettive dei vasi capillari. L'infuso ottenuto dalle foglie può essere utilizzato contro la diarrea mentre l'estratto ottenuto dalle foglie e dalle gemme è utile per la tonificazione dei muscoli nel periodo della gravidanza. La somministrazione terapeutica del lampone può avvenire con lo sciroppo, il vino, il succo, il decotto e l'infuso. Studi recenti hanno messo in evidenza le proprietà antiproliferative del lampone e degli altri frutti di bosco nel caso dei tumori: l'uso di questi frutti rallenterebbe, infatti, lo sviluppo delle cellule tumorali. Ancora il lampone ha proprietà antiossidanti, rinfrescanti e disinfettanti per la gola, si può utilizzare anche sul viso per le impurità.
Il mirtillo è una bacca dal sapore acidulo che cresce tipicamente nelle foreste di montagna. Contiene acido citrico, malico e succinico. Poiché ha la capacità di sopportare molto bene la surgelazione può essere consumato tutto l'anno. È il classico esempio di frutta dinamica le cui calorie variano al variare del contenuto zuccherino (da 25 a 60 kcal/100 g).
Il mirtillo nero cresce in modo spontaneo in Europa, i frutti possono essere raccolti nei mesi di luglio e agosto. In Italia lo si trova nelle Alpi e negli Appennini.
Anche il mirtillo rosso è diffuso nelle Alpi e nell'Appennino settentrionale; le sue bacche sono rosse e hanno un sapore amarognolo.
Il mirtillo blu cresce in modo spontaneo in Europa, le sue bacche sono di colore nero-bluastro e sono molto più insipide rispetto alle altre specie. Il mirtillo è un frutto che può essere consumato fresco oppure utilizzato per la preparazione di bevande, gelatine, marmellate, sciroppi o succhi. Un prodotto particolarmente apprezzato in Francia e Germania è una particolare acquavite ottenuta dalla distillazione del vino di mirtilli, una bevanda blandamente alcolica che viene ottenuta attraverso la fermentazione del succo di mirtillo. Il mirtillo nero è quello maggiormente ricco di principi salutari. Infatti contiene zuccheri e molti acidi, in particolare l’acido citrico (che protegge le cellule) ma anche acido folico, una vitamina molto importante e anche di altri acidi i quali oltre a dare al frutto il suo caratteristico colore, riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura, rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l’elasticità ed il tono. Riescono in tal modo a svolgere un’azione antiemorragica nonché contro i radicali liberi. L’insufficienza venosa è un patologia che colpisce un gran numero di persone e secondo gli ultimi dati è una malattia in costante aumento. Un metodo sicuramente efficace e già testato è quello che ricorre alle proprietà benefiche del mirtillo, particolarmente indicato per i pazienti colpiti da questa patologia. Tutte questa sostanze poi favoriscono e aumentano la velocità di rigenerazione della porpora retinica, migliorando la vista specialmente la sera, quando c’è poca luce.
Il mirtillo rosso (ricco di ferro, vitamina C e fibre) ha frutti molto saporiti e generalmente vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate. In medicina i mirtilli rossi vengono utilizzati al prevenire e curare le infezioni alle vie urinarie (in particolar modo la cistite provocata da Escherichia coli); la sua efficacia è apprezzabile anche per quanto riguarda le micosi e i virus. Quantità ridotte di mirtilli rossi possono ridurre il livello di calcio nell’urina, evitando situazioni di aggravamento, per chi soffre di calcoli renali. La sua utilità è dimostrata anche come coadiuvante in caso di diarrea, nelle stitichezze, e nei problemi legati al colon irritabile e alle emorroidi. Infine, i mirtilli rossi hanno anche la capacità di attenuare i piccoli inestetismi della pelle quale la couperose. I mirtilli rossi possono essere gustati con l'aggiunta di un po' di succo di limone e zucchero, magari “accompagnate” da more e lamponi, a costituire la classica coppa di frutti di bosco. Anche la grappa che si ottiene dalla macerazione di questi frutti (con un alto grado alcolico), ha un sapore intenso e delicato.
Una buona tisana al mirtillo risulta particolarmente indicata contro gli eczemi e la forfora: proprio in virtù della sua azione purificante e curativa, essa è in grado di attenuare le eruzioni cutanee e la forfora. Per ottenere risultati apprezzabili, è opportuno berne 1 tazza 3 volte al giorno. In aggiunta, si può utilizzarla per effettuare impacchi e abluzioni.
Gli impieghi di una tisana al mirtillo sono diversi:
Tisana di mirtillo contro la dissenteria nei bambini piccoli soprattutto neonati e lattanti. La tisana deve essere molto forte e non addolcita.
Tisana di mirtillo contro le emorroidi: molto utile per lenire i dolori provocati dalle emorroidi: bere 1 tazza di tisana di foglie essiccate di mirtillo 3 volte al giorno, per un periodo di almeno 3 settimane.
Tisana di mirtillo contro disturbi alla vescica e ai reni: svolge un'azione antisettica sulle vie urinarie e le fortifica. In caso di cistite o debolezza cronica dei reni bere 1 tazza di tisana 3 volte al giorno
Gli ultimi dati giunti dall’America circa la prevenzione all’Alzheimer, indicano nel frutto del mirtillo nero (meglio se consumato sotto forma di tisana), un potente antidoto per migliorare la memoria ed ottenere un effetto positivo sull'equilibrio e sulla coordinazione motoria. Tale effetto è stato riscontrato dagli scienziati dell’Università Tufts, a Boston. Dopo aver sottoposto alcuni piccoli topi "anziani" ad una dieta arricchita di bacche blu, gli studiosi hanno osservato un notevole miglioramento delle loro attività motorie e comportamentali. Anzi, il processo di invecchiamento sembrava addirittura retrocedere. Le molecole responsabili di questo straordinario “ringiovanimento" sono le "antocianine", sostanze naturali che conferiscono al frutto il caratteristico colore azzurro, presenti, con una diversa percentuale, anche nelle fragole e negli spinaci. Le antocianine intervengono neutralizzando i radicali liberi, che “stressano” le cellule ,facendole invecchiare prima e spesso danneggiandone il Dna, fenomeno che porta alla degenerazione tumorale.Negli Stati Uniti la salsa che si ricava dai mirtilli fa parte del pranzo del Giorno del Ringraziamento. La tradizione ci riporta che i Padri Pellegrini, appena sbarcati, utilizzassero spesso i mirtilli che crescevano abbondanti in quelle regioni. Si dice addirittura che, durante la Guerra di Secessione, nel Thanksgiving Day del 1864, il generale Grant ordinò che la salsa di mirtilli venisse servita alle truppe insieme al solito rancio…e da quel momento in poi non è stato più concepibile, secondo la tradizione, un pranzo del ringraziamento senza questo ingrediente. Ecco come preparare una veloce salsa ai mirtilli: sciacquare i mirtilli e scolarli; in una pentola scaldare l'acqua, unire lo zucchero e aspettare che si sia completamente dissolto. Quando il liquido raggiunge l'ebollizione, versate i mirtilli. Regolare il fuoco in modo che la salsa rimanga in ebollizione e cuocere fino a che i mirtilli non si aprono del tutto e non si raggiunge la consistenza desiderata. Togliere la pentola da fuoco, far raffreddare la salsa e metterla in frigorifero.
La Mora – con questo nome si definisce sia la mora di rovo (rossa e nera) sia la mora di gelso (rossastra). Mentre il rovo cresce spontaneamente nelle nostre campagne e nei boschi, il gelso viene coltivato (le foglie del gelso servono come alimento per il baco da seta); i frutti maturano nei mesi estivi e vanno mangiati appena colti, perché sono difficili da conservare. Le more sono ricche di vitamina C e acidi organici.Della pianta si è soliti utilizzare le radici, le foglie, i giovani germogli ed i frutti.
Ma per apprezzare appieno le molte proprietà del rovo, occorre non soffermarsi ad esaminare solo il frutto, e prendere invece in considerazione tutta la pianta: oltre alle more anche le foglie, la corteccia e le radici possono infatti essere utilizzate in erboristeria, in virtù delle loro spiccate proprietà terapeutiche.
Sin dai tempi antichi si consigliava, e si consiglia tuttora, di masticare le foglie di mora qualora si soffra di gengive deboli e sanguinanti. E’ quindi ottimo il decotto che si può facilmente trovare nelle nostre erboristerie! Le foglie vengono spesso anche utilizzate in impacchi e tisane che leniscono i dolori derivanti dalle ulcere gastriche o della pelle, come quelle derivate dai geloni alle mani ed ai piedi.
Non va inoltre dimenticato anche il potere astringente della pianta, ottimo in caso di problemi gastroenterici!


Il ribes è un frutto costituito da piccole bacche unite in grappoli di colore rosso, bianco e nero. Ha un sapore dolce e acidulo e matura fra giugno e agosto. Ci sono tre varietà principali di ribes: quello rosso, quello nero e l'uva spina. Contiene una buona quantità di vitamina C . Questa pianta è nota per le sue proprietà anti-infiammatorie, antidolorifiche e antiallergiche. Esse sono in parte legate alla sua azione di tipo cortisonosimile, dovuta ad uno stimolo diretto sulla corteccia surrenalica.
L'azione anti-infiammatoria di questa pianta non provoca danni allo stomaco, combatt la fragilità dei vasi sanguigni, mostrando quindi un'azione capillaroprotettiva, ormai ben dimostrata sia a livello del microcircolo retinico sia di quello periferico. E' inoltre
antiossidante, aiuta a combattere i radicali liberi responsabili di invecchiamento e degenerazione della salute. Può aumentare la pressione arteriosa a causa della sua azione di tipo cortisonosimile, per cui va usato con cautela nel paziente iperteso. Alcuni dei benefici comprendono la riduzione della febbre, mite lassativo, astringente, aumento dell'appetito, la pulizia del sangue, le proprietà diuretiche e digestive.
Inoltre, si ritiene che il tè a base di ribes foglie secche aiuta i sintomi della gotta e dei reumatismi. .


L'uva spina è una varietà di ribes con acini di colore giallo o verde pallido, dal sapore acidulo. In Italia è poco usata e difficile da reperire, perché il degrado ambientale ne ha limitato la diffusione spontanea. Viene anche detta uva marina, uva spinella, uva dei frati, uva ursina. Le proprietà medicinali dell'uva spina sono notevoli; nei paesi dell'Europa orientale estratti o infusi di fiori, frutti e radici vengono impiegati per l'azione rimineralizzante, digestiva, diuretica e decongestionante del fegato. Le peculiari proprietà antinfiammatorie della piante sono anche utilizzate per la cura di artriti, reumatismi e infiammazioni digestive.





mercoledì 2 marzo 2011

Giovedì gnocchi, ed invece .........


pranzo: 60 gr di miglio con lenticchie, cicorino tagliato fine in insalata, macedonia di frutta tropicale al naturale
cena: 200 gr di tonno fresco alla griglia, peperoni, zucchine e carote cucinate nel wok e condite con salsa di soia, 1 mela cotta con cannella e zenzero

IL MIGLIO
Il miglio è un cereale molto antico, originario dell’Asia Centroorientale e coltivato anche dagli Egizi. Nel corso dei secoli veniva immagazzinato per periodi molto lunghi grazie alla sua lunga conservabilità. Nel 1378, per esempio, Venezia assediata dai Genovesi si salvò grazie al miglio stoccato nei suoi magazzini.
Ha una grande importanza nell'alimentazione di alcuni paesi africani e asiatici dove costituisce un alimento quotidiano e fondamentale, molto meno utilizzato in Europa, dove è conosciuto più che altro come becchime per pollame e uccelli da gabbia.
Attualmente si conoscono diverse varietà di miglio che vengono consumate dopo la decorticazione. Il miglio ha una composizione simile al frumento, ma non contiene glutine e quindi è adatto nell' alimentazione dei soggetti affetti da morbo celiaco. Il chicco di miglio è assai ricco di amido, è inoltre uno degli alimenti più ricchi di sostanze minerali tra le quali si possono ricordare ferro, magnesio, fosforo, silicio. Per il suo alto contenuto di acido salicilico può essere considerato un vero prodotto di bellezza: ha infatti un'azione stimolante sulla pelle, sui capelli, sulle unghie e sullo smalto dei denti . Ideale se siete tesi, nervosi o se avete problemi all'intestino.
Contiene vitamine del gruppo A e B, è decisamente facile da digerire e, visto il suo alto contenuto di lecitina e colina, è indicato per persone che svolgono attività intellettuali e agli organismi debilitati. Le sue proprietà lo rendono particolarmente consigliabile per le donne in gravidanza.
È l'unico cereale con un effetto alcalinizzante, quindi è indicato per chi soffre di acidità di stomaco , inoltre, essendo di facile digestione, è particolarmente indicato, oltre che nella prima infanzia e nelle malattie ricostituenti, anche nelle malattie di milza e pancreas.
Facile e rapido da cucinare, il miglio ha un caratteristico sapore dolce e gradevole che lo rende particolarmente appetitoso. Assaggiato una volta non lo si dimentica facilmente, soprattutto dopo aver imparato a cucinarlo abbinandolo alle verdure giuste. Il miglio si può cucinare allo stesso modo di un cous cous ed è utilizzato per fare torte dolci e salate, sformati, crocchette, come base per le polpette, biscotti o semplicemente nelle minestre come qualunque altro cereale.
Prima della cottura il miglio in chicchi va lavato molto accuratamente con acqua fredda , per eliminare polvere ed eventuali impurità come pagliuzze, altri semi, etc. Deve essere sciacquato alcune volte fino a quando l' acqua non sarà pulita e limpida e dopo va sistemato in un colino a scolare. A questo punto può essere cotto. Sarebbe meglio prima tostarlo con pochissimo olio d’oliva, in modo che rimanga al dente e che in seguito la cottura riesca meglio . Dopo la tostatura lo si ricopre con una quantità di acqua pari al doppio del suo volume. L’acqua l’avremo precedentemente portata a bollore e la verseremo nella pentola della tostatura, per poi riportare il tutto a bollore a fiamma elevata. Raggiunta l’ebollizione si può abbassare la fiamma e il miglio ha bisogno di circa 20 minuti per essere pronto, senza che sia necessario o consigliabile mescolarlo. Una variazione nella cottura può dipendere dalla qualità e dalla tostatura. Una volta cotto sarebbe meglio lasciarlo riposare nella pentola di cottura, in modo che possa finire di gonfiarsi e assorbire l’acqua in eccesso.
Riassumo le proprietà del miglio:
- non ha glutine
- è un cereale non acido, è alcalinizzante (e l'acidità è un grosso problema per l'apparato digerente)
- contiene lecitina che emulsiona i grassi e risulta molto digeribile
- contiene sostanze silicee (buone per pelle e capelli)
- indicato per le attività intellettuali, per gli organismi debilitati e durante la gravidanza

LE LENTICCHIE

La lenticchia viene chiamata anche carne dei poveri. È, secondo alcune fonti, il più antico tipo di legume coltivato; veniva infatti utilizzato già dagli antichi egizi e viene citato anche nella Bibbia .
La coltivazione delle lenticchie avviene in primavera, mentre la raccolta viene fatta nei mesi di giugno e luglio. Le piante vengono essiccate al sole e poi, dopo qualche giorno, si procede con la battitura e la successiva raccolta dei semi.
Le varietà italiane sono molto pregiate; fra le più note ricordiamo le lenticchie di Castelluccio di Norcia (DOP), le lenticchie verdi di Altamura, le lenticchie di Villalba, le lenticchie di Colfiorito, le lenticchie del Fucino e le lenticchie di Mormanno.
Le lenticchie sono un alimento glicidico-proteico, sono prive di colesterolo, contengono discrete quantità di minerali tra i quali il calcio e il potassio e una buona quantità di fibre.
Le lenticchie sono un alimento molto versatile e si prestano alla preparazione di varie pietanze, dagli antipasti, alle zuppe, ai contorni. Per facilitarne la cottura è consigliabile un ammollo preventivo di alcune ore (da 4 a 12) in acqua addizionata di bicarbonato di sodio (un cucchiaio da cucina per ogni litro d'acqua usato). Si consideri però che l'ammollo causa una perdita di alcune delle loro proprietà nutritive. Eventualmente, se non si è potuto, o voluto, tenerle in ammollo, si potrà aggiungere un cucchiaio di bicarbonato di sodio all'acqua destinata alla cottura.

A fine primavera la Piana di Castelluccio nel Parco dei Monti Sibillini è un’immensa distesa gialla, grazie ai fiori dell’unica lenticchia al mondo coltivata a questa altezza sul livello del mare. Famoso per il suo gusto delicato e le dimensioni ridotte questo legume originario della Mesopotamia ha trovato nel terreno ricco di silicio del comune di Castelluccio di Norcia il luogo ideale per dar vita ad un alimento di alto livello nutritivo.
La lenticchia di Castelluccio viene coltivata in modo totalmente biologico, anche grande alla sua alta resistenza ai parassiti ed è molto ricercata in cucina non solo perché ne vengono prodotte solo poche tonnellate all’anno ma anche perché tutte e tre le varietà, verdi,rossicce e zigrinate, hanno una buccia talmente tenera che non è necessario metterle a bagno prima della cottura.


IL TONNO

Il tonno è un pesce marino, l'unico pesce a sangue caldo. Diffuso nell'Atlantico e nel Mediterraneo, vive in branchi e si nutre di pesci e cefalopodi. Ne esistono diverse specie: quello del Mediterraneo o tonno rosso, ha il corpo lungo fino a 3 m e pesante fino a 600 kg., Il Tonno a Pinna Gialla vive nelle acque tropicali o subtropicali, il peso medio degli esemplari di questa specie si aggira attorno ai 40 chilogrammi ed è la varietà più utilizzata per l'inscatolamento.Il più pregiato è però il Thunnus thynnus: le sue carni sono ricercatissime specie in Giappone, ove è alla base dei piatti di pesce crudo.
Dal punto di vista nutrizionale il tonno è un ottimo alimento perché ipocalorico (rigorosamente consumato al naturale) con un contributo proteico elevato e ricco di acidi grassi essenziali. Dovrebbe quindi entrare nella nostra dieta quasi quotidianamente; inoltre la sua versatilità permette di consumarlo come secondo o come base di sughi "proteici"
Mentre il tonno sott'olio, anche se sgocciolato, apporta da 260 a 300 kcal per 100 g, quello fresco arriva a poco più della metà. Non ha perciò senso usare il tonno sott'olio (anche perché difficilmente l'olio è di grande qualità e si ha la pazienza di sgocciolarlo bene al fine di diminuire il contenuto calorico). Poiché fresco si consuma raramente (la ventresca, la porzione ventrale del tonno, è particolarmente tenera), il miglior modo di introdurlo nella propria alimentazione è di consumare quello in scatola al naturale, che è ancora meno calorico di quello fresco. Anche in salamoia sarebbe da evitare per l'inutile contenuto di sale che comunque si assume.
È importante notare la differenza fra il tonno e il salmone (visto che si trovano facilmente entrambi in scatola e al naturale): il tonno non possiede la quantità di grassi del salmone ed è essenzialmente un alimento proteico.

TONNO FRESCO ALLA GRIGLIA
Dopo aver comprato un bel trancetto di tonno fresco, alto un paio di dita, tagliatelo con un coltello ben affilato e ricavate dei filetti più piccoli in modo da averne uno per ogni commensale. Scaldate una piastra di ghisa ed ungete leggermente i filetti di tonno. Disponeteli sulla piastra e lasciate cuocere per tre minuti precisi il primo lato. Passati i tre minuti voltate i filetti, stando attenti a staccarli per bene, e calcolate due minuti per il secondo lato. Sopra o accanto ponete anche alcuni rametti di rosmarino. Togliete i filetti dal fuoco e disponeteli nei piatti, guarnite con un filo di olio, il rametto di rosmarino e sale nero.


LA CANNELLA

Tutti la conoscono: si sparge sulla panna montata, si aggiunge alla pasta per le frittelle, si mescola al sidro caldo di mele e si trova anche nei dolciumi e nei dentifrici. La cannella è una spezia d’ec- cezione ma anche uno dei rimedi più antichi del mondo per la cura di infezioni, dolore e problemi digestivi.
La cannella è originaria dell’ Asia meridionale e viene utilizzata sotto forma di corteccia interna essiccata. Usata per secoli dagli erbari cinesi e dai guaritori ayurvedici dell’ India, oggi le sue proprietà sono riconosciute per dare beneficio a varie parti del corpo

Una buona ragione scientifica per aromatizzare dentifrici e colluttori con la cannella sta nel fatto che è un potente antisettico che elimina molti batteri, funghi e virus cariogeni e patogeni. Se ne possono approvare i benefici spargendo un pò di cannella polverizzata su tagli o escoriazioni, dopo averli detersi accuratamente. Una possibile applicazione per la cannella è infatti quella di carta igienica impregnata della spezia: da uno studio tedesco risulta che la spezia sopprime completamente il batterio che provoca infezioni all’ apparato urinario, ed il fungo responsabile di infezioni vaginali.

Potete preparare un infuso speziato e dolce, usando mezzo cucchiaino di erba polverizzata per una tazza di acqua bollente, lasciando in infusione per 10-20 minuti ed eventualmente filtrando. La dose massima è di tre tazze al giorno.
L’ infuso di cannella non va somministrato ai bambini di età inferiore ai 2 anni.
Per curare piccoli tagli ed escoriazioni, detergere accuratamente la zona interessata e cospargere con un po’ di cannella in polvere.

lunedì 28 febbraio 2011

Proseguendo .....

MARTEDI'

pranzo: lattuga in insalata con 30 gr di tofu, 3 falafel, 1 mela
cena: 2 involtini primavera con peperoni, zucchine, carote cucinate nel wok e insaporite con salsa al rafano (oppure wasabi) 1 fetta di pane azzimo


LA LATTUGA
Il nome lattuga fu dato ad alcune piante che secernono un succo lattiginoso (lattice) dagli antichi abitanti d'Italia.
Fin dall'antichità erano conosciuti molti tipi di lattuga: a tutti venivano riconosciute proprietà calmanti, rinfrescanti e stimolanti dell'appetito.
Insieme alle cicorie, la lattuga costituisce la maggior parte delle insalate in commercio
Questo ortaggio è un ottimo rimineralizzante, visto il suo contenuto di fosforo, calcio, potassio, rame, sodio e ferro, in più contiene buone quantità di vimina B, C, acido folico e betacarotene. Un'altro uso che se ne può fare è contro la tosse per i suoi effetti carminativi, una qualità insolita è quella di controllare l'eccitazione sessuale, ecco spiegato perché nell'antichità la usavano gli eunuchi. Comunque è una pianta che dovrebbe far parte giornalmente della nostra alimentazione, perché ci rinfresca e aiuta a depurarci, inoltre per chi è obeso o ha bisogno di dimagrire mangiando un bel piatto di lattuga prima dei pasti ci consente di sentirci sazi prima senza aver assunto quasi nessuna caloria.
La lattuga è un alimento che per il 95% è composto d'acqua, quindi è molto rinfrescante, un'altra qualità insolita che ha è di essere sedativa, inoltre calma sia lo spirito che il corpo, perché rallenta il metabolismo, quindi è indicata per chi è nervoso, instabile, iracondo, iperattivo e ansioso.
IL CREN O RAFANO
Il cren o rafano è una radice che cresce spontanea sia in pianura che in montagna a bassa quota
Meno conosciuta di altri condimenti, la salsa di Cren è in realtà una ricetta presente da tempo nella tradizione culinaria di varie regioni italiane e rimane, per gli estimatori dei sapori forti e decisi, uno dei migliori accompagnamenti per bolliti e arrosti in genere. E’ preparata con diverse varianti a seconda delle regioni, ed è presente in particolar modo nella cucina Veneta, Piemontese, Trentina, Friulana e nell’Emilia Romagna. Conosciuta e utilizzata anche all’estero (Austria, Ungheria, ecc..), accompagna egregiamente il bollito, il roast-beaf, le carni alla griglia, il pesce e le uova.
Se volete preparare la salsa di rafano, lavate e sbucciate la radice di rafano. Grattugiatela molto fine in una ciotola e amalgamatela bene con aceto, sale e olio. Questa salsa deve riposare al fresco prima di essere servita. Chi lo desidera può sbizzarrirsi con qualche variante, aggiungendo ad esempio una mela renetta acerba grattugiata. Si tratta di una salsa a freddo, molto piccante, conosciuta anche come 'cren'.

IL PANE AZZIMO

Il pane azzimo è stato per molto tempo l'unico conosciuto dall'umanità. Si preparava con farina integrale, e si cuoceva mettendo l'impasto su pietre arroventate o cenere calda. In seguito la preparazione del pane si evolse fino a produrre le numerose varietà di pane conosciute, grazie all'invenzione dei forni, alla scoperta del lievito, all'estrazione della farina, e anche all'aggiunta di altre sostanze come olio, burro, spezie, ecc. Tuttavia molti continuano a preparare il pane azzimo sia per motivi di praticità, essendo il pane azzimo più facile da preparare, che per motivi religiosi e dietetici. Il pane azzimo è pertanto utilizzato come pane tradizionale in molte località, anche in Italia; viene utilizzato inoltre nei casi in cui occorra un tipo di pane che si debba conservare per lunghi periodi di tempo.
L'uso del pane azzimo è importante nella religione ebraica e in quella cristiana. Gli ebrei mangiano pane azzimo durante la settimana pasquale, celebrata in ricordo dell'uscita del popolo israelita dall'Egitto. Alcune confessioni religiose cristiane, in particolare la Chiesa Cattolica utilizzano per l'eucarestia un particolare tipo di pane azzimo di forma circolare, l'ostia.
È il pane della purezza, preparato unicamente con farina di frumento e acqua, senza lievito e sale, considerati ingredienti impuri che intaccherebbero l’integrità del cibo da offrire al Signore per il periodo delle feste pasquali.
L'
azzimo
diventa il pane dei fuggitivi, il cibo della memoria, dalla lunga conservazione.
Questo alimento appartiene alla storia dei cibi poveri del mondo, ogni paese ha il suo pane non lievitato: il “chapati”, tipico pane indiano, le “cachapas” originarie del Venezuela, le “tortillas” messicane, in Cina si possono trovare le “crepes cinesi”, in Grecia la “maza”, in Egitto lo “hori” pane bianco, in Marocco il “begherir” e sembrerebbe che anche l’italianissima piadina derivi dal
pane azzimo ebraico.
IL TOFU
Il tofu (o formaggio di soia) è un alimento molto diffuso in Cina e in Giappone e ottenuto dalla cagliatura del latte di soia e dalla successiva pressatura in forme.
La caratteristica predominante del tofu è sicuramente il suo alto valore proteico; apporta le stesse quantità di proteine della carne o dell’uovo ma di migliore qualità: proteine vegetali e 10 aminoacidi essenziali. Per questo motivo il tofu è spesso associato alla dieta vegetariana o vegana, per l’apporto di proteine non animali. Oltre alle proteine, il tofu, ha importanti quantità di calcio nella sua composizione; circa il 20% in più del latte di mucca. Inoltre è ricco di minerali e in special modo: potassio, ferro e fosforo.
Il tofu è un alimento con pochissime calorie e per questo motivo è un cibo ottimale per essere integrato in una dieta; possiamo dire che 100g di tofu contengono dalle 70 alle 130 calorie; oltre al basso indice calorico, il tofu contiene pochi grassi e soprattutto: non grassi saturi.
Recenti studi hanno dimostrato che il tofu è l’alimento ideale per una dieta che porti alla riduzione di colesterolo e della pressione arteriosa.
Quindi il tofu è un’eccellente fonte di proteine vegetali, un alimento poco calorico, un alimento dal sapore neutro e che può essere usato sia dolce che salato per esaltare il sapore degli altri ingredienti, privo di colesterolo e , anzi, aiuta a riudurlo, ricco di lecitina: utile per ridurre i livelli di colesterolo e amica della memoria, una buona sorgente di calcio e altri minerali (potassio, fosforo e ferro), ricco di sostanze simili agli estrogeni utili per attenuare i sintomi della menopausa.
Contribuisce a ridurre il rischio e l'incidenza di patologie cardiovascolari. Il suo elevato contenuto in sostanze antiossidanti è inoltre utile alla prevenzione di molti tipi di tumore.
E' chiaro che questo prodotto è solo in grado di curare i sintomi, mentre per ogni disagio fisico bisognerebbe mettere in luce le vere cause, spesso nascoste negli atteggiamenti e nelle emozioni di cui abitualmente siamo succubi.
Per esempio, una persona con colesterolo alto, potrebbe chiedersi: “perché continuo a pensare che gli altri non mi amano, se proprio io non sono in grado di amarmi?”. Amare se stessi significa proteggere se stessi – così come si farebbe con un neonato – e significa darsi libertà. Libertà di poter essere se stessi, libertà di poter sbagliare o di poter realizzare se stessi, qualsiasi cosa ciò possa significare.
Il tofu è un alimento che si può preparare da soli in casa, ma è possibile acquistarlo in tutti i negozi che vendono cibo naturale e alimenti cinesi e giapponesi
Generalmente il
tofu non va mangiato crudo, ma si consuma dopo averlo sottoposto a qualche tipo di cottura. Potete tagliarlo a pezzetti e saltarlo nel wok o in una padella antiaderente, senza nessun condimento. Il tofu va solo leggermente scaldato e appena comincerà a formare una crosticina croccante potete toglierlo dal fuoco. Il tofu
è conosciuto in oriente come calmante degli appetiti sessuali, perciò un tempo veniva servito ogni giorno nei monasteri.
Il
tofu ha anche delle proprietà curative: in caso di febbre, se volete abbassarla senza ricorrere ai medicinali, potete applicare delle fettine di tofu
asciugate direttamente sulla fronte e poi cambiarle di tanto in tanto.
Un impiastro di
tofu – ottenuto strizzando via l’acqua da un pezzetto di tofu e amalgamandolo a un po’ di farina e di zenzero grattugiato – applicato direttamente su una slogatura o un rigonfiamento porta velocemente a sfiammare la parte del corpo interessata.

domenica 27 febbraio 2011

Ed eccoci a lunedì

pranzo: 60 gr di cous cous vegetariano con zucchine, peperoni, piselli; lattuga e pomodori in insalata, 1 mela
cena: 150 gr di gamberi, peperoni, zucchine e carote cucinate nel wok (o una pentola antiaderente) e servite con salsa di soia, 2 fette di ananas al naturale


Troverete nel prossimo post la ricetta per il cous cous vegetariano, comunque tutte le ricette della settimana sono di facile realizzazione e potete usare gli ingredienti come più vi piace: alla griglia, al forno, lessati, in padella o crudi.
Vi racconto qualcosa dei prodotti che utilizzeremo. Ci sarà un pò storia e poi qualche informazione per il nostro benessere e anche qualche altra notizia.

I POMODORI
Il pomodoro é una pianta originaria dell'America Latina, Il pomodoro può avere forma tonda, appiattita, ovale o allungata a seconda della varietà che sono molte
Il pomodoro , pur essendo entrato a far parte della cucina italiana relativamente tardi rispetto ad altri alimenti, ha conquistato una posizione di tutto rispetto nella nostra alimentazione essendo l'emblema di piatti tipici e caratteristici come la pizza.
Viene utilizzato quindi come elemento principale in molti sughi, a pezzetti o in passata, ma anche nelle insalate e nei secondi piatti. Si consiglia di consumare sempre pomodori maturi poichè quelli acerbi contengono delle sostanza che favoriscono la formazione di calcoli.
Per combattere l'invecchiamento, niente è più efficace del pomodoro , l'antiossidante per eccellenza. Secondo molti esperti non esiste farmaco efficace contro i radicali liberi come lo è il pomodoro; si può quindi affermare che un pomodoro, ricco di betacarotene, licopene e vitamina è più efficace, contro l'invecchiamento, di qualunque medicina.
Sapevate che il pomodoro ha grandi proprietà afrodisiache? Gli inglesi sono letteralmente impazziti per acquistare i Kumato, pomodori neri dalle virtù afrodisiache. Frutti ricchi di vitamina C e di antiossidanti che non fanno ingrassare e sembrano avere benefici effetti sull’attività sessuale.
Una curiosità per i salutisti : la vitamina C, per niente abbondante, si concentra tutta nella sostanza gelatinosa che circonda i semi quindi, in particolar modo nelle insalate, non scartate i semi!!!

I PISELLI
I piselli fanno parte del grande raggruppamento delle Leguminose, si ipotizza che provengano dall’Asia: ebbero infatti grande diffusione in India, passarono poi in Cina e di qui in Europa verso il 1600.
Oggi vengono coltivati oltre 250 tipi di piselli. Esistono inoltre, varietà di piselli da sgranare, destinati ad essere consumati senza baccello, e varietà chiamate mangiatutto, come il fagiolino e le taccole.
I piselli, come gli altri legumi, sono stati alla base dell'alimentazione di molte popolazioni, diffusi grazie al loro alto valore nutritivo che li hanno fatti entrare nella dieta alimentare dei ceti più poveri grazie anche alla possibilità di una prolungata conservazione mediante la disidratazione.
I piselli tra i legumi, sono quelli meno calorici. Contengono una discreta quantità di vitamine A e C, ma anche B1, B2 e PP, potassio, calcio, magnesio, fosforo. Questi legumi sono energetici e nutrienti e aiutano a ridurre il colesterolo.
Data la minore concentrazione di amido rispetto ad altri legumi, risultano piu' digeribili , inoltre, contenendo pochi lipidi trovano impiego anche nelle diete ipocaloriche.

LE CAROTE
Le carote contengono componenti con attività estrogenica, soprattutto il beta carotene che, come tutti i fitoestrogeni, è una sostanza simile agli ormoni femminili. Questa proprietà è confermata dall'uso tradizionale della carota come stimolatore del latte materno - agisce infatti sul seno promuovendo lo sviluppo delle ghiandole mammarie.
Questa comune verdura utilizzata per preparare salse ed insaporire pietanze, contiene diversi principi attivi tra cui il carotene sostanza trasformata dal nostro organismo in vitamina A.
Il Beta Carotene (Vitamina A) è necessario per la corretta crescita e riparazione dei tessuti corporei; aiuta a mantenere pelle liscia e morbida e sana; aiuta a proteggere le mucose della bocca, del naso, della gola e dei polmoni, riducendo così la suscettibilità alle infezioni; protegge contro gli agenti inquinanti; contrasta la cecità notturna e la vista debole, ed è quindi fondamentale per una buona vista; e aiuta nella formazione di ossa e denti.
I cibi ricchi di Beta Carotene aiutano a ridurre i rischi di tumore ai polmoni ( soprattuto nei fumatori che 'bruciano' letteralmente molta vitamina A) e certi cancri della cavità orale. A differenza della Vitamina A estratta dall'olio di fegato di pesce, il Beta Carotene non è tossico.
Una alimentazione ricca di grassi, il lavoro davanti al computer o con luce artificiale, l'inquinamento, il fumo di sigaretta ed altri fattori, contribuiscono a provocare un aumentato bisogno di vitamina A e betacarotene. Lo stesso discorso vale per le persone che passano molto tempo davanti al televisore.
Una carenza di Beta Carotene può risultare in diminuzione della visione notturna, aumentata suscettibilità alle infezioni, pelle secca e squamosa, perdita dell'appetito e dell'olfatto, stanchezza frequente, assenza di lacrimazione, denti difettosi, e ritardata crescita delle gengive.
La carota contiene anche un altro antiossidante, il Glutatione e contiene inoltre vitamine del gruppo B, PP, D ed E oltre ad altri principi utili. Per tale motivo la carota è un vegetale importante per quanti abbisognano di un apporto vitaminico, come bambini, anziani, convalescenti. Grazie all'elevato contenuto di vitamine e minerali, la carota aumenta le difese dell'organismo e le capacità di resistenza alle malattie infettive.
Questa radice è anche indicata per combattere le affezioni polmonari e gastro-duodenali, nell'insufficienza epato-biliare e nelle dermatosi.
Inoltre, previene l'invecchiamento grazie alla sua azione antiossidante che contrasta gli effetti nocivi dei radicali liberi; stimola il flusso mestruale se scarso, stimola la produzione di succhi gastrici e aiuta la digestione, tonifica il fegato e ne rigenera le cellule. Regola i livelli di colesterolo. Agisce sul fegato e sui sistemi di disintossicazione grazie alla sua abilità di stimolare la produzione di urina e l'eliminazione di tossine e scorie attraverso l'urina, tonifica i reni, purifica il sangue, aiuta a innalzare il livello di emoglobina, è un regolatore intestinale, cotta, svolge un'azione lenitiva nei confronti dell'apparato digerente e regolarizza le funzioni intestinali.
La carota è sempre stata considerata fin dall'antichità una dei rimedi naturali per le malattie della pelle. Infatti la vitamina A ed il betacarotene, di cui la carota è ricchissima, si possono ritenere, a buon diritto, le vitamine per la pelle. La pelle secca, con impurità, la maggiore insorgenza di acne, la difficoltà di abbronzatura, l'insorgenza di eritema solare, la precoce insorgenza di rughe, possono dipendere in buona parte da un insufficiente apporto di questa vitamina.
La polpa si utilizza per curare dermatiti, eczema, sfoghi cutanei, rughe e per sanare piaghe, scottature, foruncoli, dermatosi e screpolature della pelle, benefica per le zone della pelle che sono regolarmente esposte al sole e tendono a screpolarsi. Aiuta a riparare il tessuto cutaneo e aiuta nel trattamento di pelli secche e screpolate.
La radice fresca, finemente triturata, si può utilizzare come maschera di bellezza per nutrire il viso.
Il succo di carota è un grande equilibratore della flora intestinale e trova impiego nelle infezioni e tossinfezioni di questo organo , nelle convalescenze, dopo un'assunzione prolungata di antibiotici o farmaci chimici . Inoltre è un potente rimineralizzante. Per queste due proprietà (eubiotico intestinale e mineralizzante) trova impiego in modo particolare nelle diarree, dove, oltre a fenomeni tossinfettivi, sono anche presenti intolleranze alimentari. In tali casi è utilissimo impiegare il succo di carota insieme con un digiuno di un giorno o più, sino a completo recupero della funzionalità intestinale.
E' ricco di vitamina A e determina, se assunto intensivamente, un colorito bruno-rossastro della pelle, che può sembrare un'abbronzatura.
Si dice che il consumo di succo di carota equivalga ad una cura di giovinezza.

I GAMBERI
Il gambero è un crostaceo, ha una lunghezza compresa, normalmente, tra i 7 ed i 20 cm (al di sotto dei 10 cm viene denominato “gamberetto”) ed è ricoperto da una corazza non troppo robusta di colore rosso-arancione.
I gamberi possono essere suddivisi in varietà considerando il loro habitat.
Ci sono quindi i gamberi di fiume, che vivono in acque dolci ed hanno un aspetto molto simile a quello delle aragoste.
I gamberi di mare si distinguono da quelli di fiume sia per la morfologia che per le dimensioni.
Il gambero di mare ha dimensioni maggiori rispetto a quello di fiume ed ha chele più poderose, una più grande con lo scopo di rompere, l'altra più minuta utile al gambero per afferrare le prede.
I gamberi sono animali che si adattano alle situazioni climatiche più difficili e possono avere dei periodi di letargo.

Con il termine gamberetto si intende invece un sottogruppo dei gamberi che si differenziano da questi per le loro dimensioni inferiori.
Inoltre a differenza dei gamberi, i gamberetti non hanno le chele e sono lievemente schiacciati lateralmente; possono essere sia di mare che di fiume.
Quando li acquistate bisogna prestare particolare attenzione alla corazza di gamberi e gamberetti: non deve presentare, infatti, macchie scure e non si deve separare con troppa facilità dalla carne, perché vorrebbe dire che il prodotto è poco fresco; positivo è invece che il corpo sia rigido e sodo.
Evitare infine di acquistare gamberi che odorino di ammoniaca, considerando che il loro odore naturale è molto delicato.
I gamberi e i gamberetti sono molto delicati: vanno quindi consumati il prima possibile. Li si può conservare in frigorifero in sacchetti alimentari o pellicola trasparente, per non più di un giorno.
Fondamentale: in qualsiasi caso sono da evitare cotture lunghe, perché altrimenti la carne diventerà asciutta e dura.
Formati prevalentemente d'acqua, gamberi e gamberetti, contengono un apporto proteico consistente; il gambero è altresì ricco di fosforo, potassio, sodio e vitamine, specie la A e la D, ha un contenuto limitato di colesterolo, mentre il gamberetto ne contiene ben il doppio!
I due crostacei differiscono indicativamente nei valori nutrizionali: il gamberetto infatti non contiene affatto vitamina A, ha poco potassio ed è invece ricchissimo di sodio: ne contiene 7 volte tanto i gamberi.

L'ANANAS
L'ananas è una pianta esotica originaria dell'America tropicale ed ha proprietà terapeutiche e dimagranti bruciagrassi.
La bromelina contenuta nell'ananas ha un'azione antinfiammatoria, decongestiona le mucose in caso di flogosi acuta catarrale, antitrombotica, antiaggregante piastrinica, modulante la coagulazione. Facilita la digestione delle proteine quando c'è una carenza enzimatica gastrica e pancreatica. Si osserva un miglioramento nella circolazione, nel metabolismo cellulare, nel riassorbimento post-traumatico.Ha prodotto buoni risultati anche nel trattamento della rinite allergica, nel trattamento di affezioni cutanee umane caratterizzate da infiammazione e prurito ed in forme di leggera colite.

LE MELE
La mela è un frutto originario dell’Asia (sud caucasica) ed è coltivato in Europa (specialmente in Italia e Francia), Stati Uniti, Cina, Russia. Esistono tantissime varietà di mele che si raccolgono in tarda estate, ma sono sul mercato tutto l'anno poiché vengono fatte maturare lentamente in atmosfera controllata; così facendo la loro durata è di molto superiore rispetto alla normale conservazione in celle frigorifere. In realtà le mele fresche sono disponibili fino a gennaio, poi entrano sul mercato quelle conservate in atmosfera modificata.
Al momento dell’acquisto delle mele, bisogna fare attenzione che risultino ben sode e non presentino ammaccature o avvallamenti. Non devono inoltre cedere facilmente con la semplice pressione delle dita; la buccia deve essere brillante, asciutta e senza tagli, inoltre il picciolo deve essere ben saldo al frutto.
Per le mele il marchio di produzione è importantissimo, poiché garantisce norme restrittive sull'uso di sostanze chimiche durante la coltivazione; è consigliato diffidare di "mele" anonime soprattutto fuori stagione. In alternativa ci si può affidare alle mele biologiche.
La conservazione delle mele può avvenire in frigo per oltre un mese, lontano da verdure con foglie poiché le mele producono un gas naturale (l'etilene), che può danneggiarle. Inoltre, durante la conservazione controllate spesso se alcune di esse marciscono: in tal caso, rimuovetele poiché con il contatto, faranno marcire anche le altre. Se volete conservarle a temperatura ambiente dovete tenerle in un luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce; così facendo possono durare anche un mese. Oppure se volete conservarle in freezer potete farlo solo previa cottura della polpa.
Le mele in cucina sono usate per tantissime preparazioni: le troviamo nei dolci, nelle macedonie e nelle marmellate. L’Italia, si sta avvicinando da poco ad un uso della frutta nelle pietanze salate: la mela è ben impiegata nella composizione di insalate miste, ma anche nei ripieni di pasta fresca, e nel risotto con le mele (tipico del Trentino).
Le mele sono una buona fonte di fibre (una sola mela assicura il 20% delle fibre di cui abbiamo bisogno ogni giorno per stare bene, e aiutano a tenere basso il livello di colesterolo e a prevenire il cancro), e contengono una buona percentuale di vitamina C, zuccheri e diversi sali minerali, tra cui spicca il potassio. La presenza di pectina (una fibra vegetale), limita e ritarda l'assorbimento di grassi "cattivi" nel sangue.
Dal punto di vista nutrizionale, i contenuti di questo frutto sono equilibrati e completi, anche se l'indice di sazietà non molto elevato non la rende la scelta migliore per uno spuntino: una mela media pesa 2 etti e ha ben 100 kcal.